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prima pagina 2010
cinque per mille 2023 PDF Stampa E-mail
prima pagina - prima pagina 2010
Scritto da ARNALDO PAGANI   
Lunedì 24 Aprile 2023 12:44

 

5 per Mille 2023

 

Caro amica/o di Punto a Capo,

 

anche quest’anno si avvicina la fatidica data della dichiarazione dei redditi e la possibilità di firmare a favore di una Associazione donando il 5 per mille.

Per l’Associazione che ho l’onore di presiedere è determinante avere questo introito che nel 2022 ha superato i 10 mila euro.

Con la nuova legge per il Terzo Settore e l’iscrizione al RUNTS siamo obbligati a pubblicare il bilancio e specificare dove abbiamo utilizzato queste risorse.

Sul sito www.puntoacapoassociazione.org troverai tutte queste notizie ma, come tu ben sai essendo nella lista di persone che ricevono sempre le mie e-mail, abbiamo concentrato i nostri sforzi in Tanzania, nella Regione di Kigoma, dove sono stato recentemente in missione umanitaria.

Tante esperienze diversificate a contatto con persone che, anche nella dignità, vivono in situazioni di disagio. Un esempio? A Janda, 40 Km. da Kigoma, dove abbiamo aiutato la scuola St. Mathias,  non c’è ancora luce e acqua potabile….

Chi ha letto le mie e-mail sa quello che abbiamo concretizzato dal 2019 in Tanzania e prima a Posadas, dove continuiamo a collaborare con un contributo alla Biblioteca “Gabriele Spinelli” della Escuela Don Bosco.

Ti chiedo quindi di aiutarci in queste belle iniziative che, nel loro piccolo, contribuiscono a migliorare questo bistrattato mondo che sempre più spesso si dimentica delle diverse e difficili realtà.

 

 

90028370139 

Codice Fiscale di Punto a Capo

 

Ti chiedo quindi di firmare per Punto a Capo e mettere nell’apposito riquadro il nostro Codice Fiscale.

 

Un grazie anticipato.

 

Il Presidente dell’Associazione Punto a Capo

Maurizio Cazzaniga

 
cinque per mille 2023 PDF Stampa E-mail
prima pagina - prima pagina 2010
Scritto da ARNALDO PAGANI   
Lunedì 24 Aprile 2023 12:42

 

5 per Mille 2023

 

Caro amica/o di Punto a Capo,

 

anche quest’anno si avvicina la fatidica data della dichiarazione dei redditi e la possibilità di firmare a favore di una Associazione donando il 5 per mille.

Per l’Associazione che ho l’onore di presiedere è determinante avere questo introito che nel 2022 ha superato i 10 mila euro.

Con la nuova legge per il Terzo Settore e l’iscrizione al RUNTS siamo obbligati a pubblicare il bilancio e specificare dove abbiamo utilizzato queste risorse.

Sul sito www.puntoacapoassociazione.org troverai tutte queste notizie ma, come tu ben sai essendo nella lista di persone che ricevono sempre le mie e-mail, abbiamo concentrato i nostri sforzi in Tanzania, nella Regione di Kigoma, dove sono stato recentemente in missione umanitaria.

Tante esperienze diversificate a contatto con persone che, anche nella dignità, vivono in situazioni di disagio. Un esempio? A Janda, 40 Km. da Kigoma, dove abbiamo aiutato la scuola St. Mathias,  non c’è ancora luce e acqua potabile….

Chi ha letto le mie e-mail sa quello che abbiamo concretizzato dal 2019 in Tanzania e prima a Posadas, dove continuiamo a collaborare con un contributo alla Biblioteca “Gabriele Spinelli” della Escuela Don Bosco.

Ti chiedo quindi di aiutarci in queste belle iniziative che, nel loro piccolo, contribuiscono a migliorare questo bistrattato mondo che sempre più spesso si dimentica delle diverse e difficili realtà.

 

 

90028370139 

Codice Fiscale di Punto a Capo

 

Ti chiedo quindi di firmare per Punto a Capo e mettere nell’apposito riquadro il nostro Codice Fiscale.

 

Un grazie anticipato.

 

Il Presidente dell’Associazione Punto a Capo

Maurizio Cazzaniga

 
pasqua 2023 PDF Stampa E-mail
prima pagina - prima pagina 2010
Scritto da ARNALDO PAGANI   
Giovedì 30 Marzo 2023 06:22

Cabiate, 29/03/2023

 Riflessioni.

 Patrick mi è rimasto dentro.

27. Ventisette.

Oggi mi hanno riferito via WhatsApp che è  stato trasferito in un campo profughi UNHCR vicino a Kasulu, sempre in Tanzania.

Ha la mia e-mail e spero mi scriva presto.

Ho preso nel frattempo contatti con la Comunità di Sant’Egidio a Roma per avere delle informazioni sulle procedure che si devono attivare per la richiesta di asilo politico. In questo caso penso di non avere alcun tentennamento nel cercare di aiutarlo.

 Quando ho lasciato Kigoma il Vescovo Mlola  mi ha informato che il prossimo Maggio sarà in Italia per una riunione con Papa Francesco e poi verrà a Cabiate. Sono davvero contento e farò in modo che abbia una degna accoglienza. Vorrei fargli concelebrare una Santa Messa nei boschi cabiatesi. Vi terrò informati.

 Il mio appello per le borse di studio ai due orfani del Sanganiwa non ha  raggiunto il suo obiettivo finale: per ora ringrazio Tiziana con Nevio, Linda, Nicoletta, Gabriella con Giovanni e Marina.

Spero che qualcuno nel periodo pasquale, spinto da spirito solidale, possa colmare ciò che manca con una donazione a Punto a Capo con la dicitura:

Donazione Liberale per Borse di studio a due orfani del Sanganiwa.

Indicazioni per il bonifico:

Punto a Capo ODV

Intesasanpaolo  - Piazza Ferrari, 10  -  Milano

IBAN IT46K0306909606100000072498

( tutti i dati sono reperibili comunque sul sito: www.puntoacapoassociazione.org

Sono orfani e con problemi fisici. Mi stanno molto a cuore.

Ricordo che Punto a Capo può rilasciare una dichiarazione che permette la detrazione fiscale dell’importo versato.

 Sulla via del ritorno mi sono fermato al Cairo tre giorni.

Sono stato ospite dei salesiani e ho rivissuto l’oratorio. Il venerdì sera, giorno festivo in Egitto, circa 250 ragazzi chiassosamente si divertivano nell’immenso piazzale della scuola Don Bosco giocando a calcio, pallavolo, basket, calcio balilla, salto della corda.

Ping pong: io contro un egiziano quarantenne. 20 a 20 e poi…zac zac. Ha vinto l’Italia.

Visita alle piramidi di Giza, alla periferia del Cairo: imponenti, grandiose, interessanti, affascinanti. La Sfinge.Il Museo delle Mummie merita una visita, con Nefertiti  e Ramses II.E anche il mercato Khan el-Khalili.

 Dopo il pollo-pollaio ho ritrovato i miei sapori italici. Questa volta li ho davvero intensamente assaporati, non solo con le papille gustative ma anche coi neuroni del cervello.

Gorgonzola, cremoso e spalmato sui Bibanesi. Pizza napoli, con le briose alici. Spaghetti al ragù, quasi al dente tnx Lorena, e con il formaggio grana che mai può mancare. Vino, ragazzi, vino, Chianti, leggero e simpatico. Una bella scodella di caffelatte con fette biscottate e marmellata alla pesca senza zuccheri. Le Golia ( mio zio Sergio mi diceva: “Come facevi a individuare dove tuo papà Carletto aveva visto la partita dell’Inter a San Siro? Guardavi dove c’erano le carte verdi delle Golia, a centinaia…ahahah).  Un creme caramel Elah su cui ho sbriciolato degli amaretti. Un nodino di vitello con un uovo all’occhio di bue. L’insalata russa e le lasagne della rosticceria di Mariano. Crespelle al prosciutto cotto. Gnocchi al pesto. Niente riso, please. Una birra gelata ( a Kigoma solo a temperatura ambiente e con sapore al limone). Un cannoncino, uno, del Rovagnati, con la sfoglia croccante e bruciacchiata. Un gelato fiordilatte e nocciola, bacio non c’era, degustato a  Meda perché a Cabiate, cara Camilla, ancora non c’è una gelateria.

Ho masticato, triturato, deglutito il tutto piano piano. Rimurginato le assenze tanzaniane. Italia dei sapori, sei unica e ti amo.

Ah, devo ammettere che al Ristorante Cape Town di Zanzibar ho mangiato un antipasto di pesce, gamberetti freschi gratinati, veramente piattino super.

 Tante cose vissute. La spiaggia di Nungwi. Lo sterrato per andare a Kahama. I rifugiati. Gli orfani. I ragazzi di Janda e Newman. Le assenze di noi e lei, la piccola, tatuata M. La Messa col regalo divino del perdono. La giornata con Ladislao sulle rive del lago Tanganika e le risate incessanti. Le due taxi-moto, please slow, i’ m a seventy year old. Gli estenuanti acquisti al mercato rionale con Kenneth e Yousef per le cene al Sanganiwa e alla scuola Newman. Scossoni sulle strade e paura per i miei reni coi calcoli di ossalato di calcio pronti a scendere dai calicetti. Una capra come regalo. I canti. Le vallate. Le persone che camminano ai cigli delle strade. La legna trasportata sulle biciclette. I sorrisi disarmanti e i malinconici silenzi. Il piacere di ricevere i messaggi dall’Italia che testimoniavano la vicinanza di alcuni di voi, che ringrazio davvero tanto. Il taglio dei capelli. La sete perpetua. Le suore premurose. La consolidata amicizia con Padre Evaristo. Il nascondersi del sole al tramonto dietro le nubi a forma di elefante.

Tanto vissuto. Tanto.

 Ma la visita ai ragazzi del centro per diversamente abili vicino al Kabanga Hospital, con lo reclusione forzata degli albini e l’incontro con Janine, mi hanno veramente provocato una intensa commozione  e evidenziato tutta la mia debolezza e impossibilità. I tuoi piedini. Schiaffo violento alla mia magnifica quotidianità.

 “Batti batti le manine

che arriverà papà,

che porta i biscottini

ai poveri bambini

che stanno all’ospedale,

l’ospedale sta laggiù

dagli un calcio e buttalo giù.”

 

Buona Pasqua.

 

Maurizio 

 
pasqua 2023 PDF Stampa E-mail
prima pagina - prima pagina 2010
Scritto da ARNALDO PAGANI   
Giovedì 30 Marzo 2023 06:14

 

Cabiate, 29/03/2023

 

 Riflessioni.

 

 Patrick mi è rimasto dentro.

 

27. Ventisette.

 

Oggi mi hanno riferito via WhatsApp che è  stato trasferito in un campo profughi UNHCR vicino a Kasulu, sempre in Tanzania.

 

Ha la mia e-mail e spero mi scriva presto.

 

Ho preso nel frattempo contatti con la Comunità di Sant’Egidio a Roma per avere delle informazioni sulle procedure che si devono attivare per la richiesta di asilo politico. In questo caso penso di non avere alcun tentennamento nel cercare di aiutarlo.

 

 Quando ho lasciato Kigoma il Vescovo Mlola  mi ha informato che il prossimo Maggio sarà in Italia per una riunione con Papa Francesco e poi verrà a Cabiate. Sono davvero contento e farò in modo che abbia una degna accoglienza. Vorrei fargli concelebrare una Santa Messa nei boschi cabiatesi. Vi terrò informati.

 

 Il mio appello per le borse di studio ai due orfani del Sanganiwa non ha  raggiunto il suo obiettivo finale: per ora ringrazio Tiziana con Nevio, Linda, Nicoletta, Gabriella con Giovanni e Marina.

 

Spero che qualcuno nel periodo pasquale, spinto da spirito solidale, possa colmare ciò che manca con una donazione a Punto a Capo con la dicitura:

 

Donazione Liberale per Borse di studio a due orfani del Sanganiwa.

 

Indicazioni per il bonifico:

 

Punto a Capo ODV

 

Intesasanpaolo  - Piazza Ferrari, 10  -  Milano

 

IBAN IT46K0306909606100000072498

 

( tutti i dati sono reperibili comunque sul sito: www.puntoacapoassociazione.org

 

Sono orfani e con problemi fisici. Mi stanno molto a cuore.

 

Ricordo che Punto a Capo può rilasciare una dichiarazione che permette la detrazione fiscale dell’importo versato.

 

 Sulla via del ritorno mi sono fermato al Cairo tre giorni.

 

Sono stato ospite dei salesiani e ho rivissuto l’oratorio. Il venerdì sera, giorno festivo in Egitto, circa 250 ragazzi chiassosamente si divertivano nell’immenso piazzale della scuola Don Bosco giocando a calcio, pallavolo, basket, calcio balilla, salto della corda.

 

Ping pong: io contro un egiziano quarantenne. 20 a 20 e poi…zac zac. Ha vinto l’Italia.

 

Visita alle piramidi di Giza, alla periferia del Cairo: imponenti, grandiose, interessanti, affascinanti. La Sfinge.Il Museo delle Mummie merita una visita, con Nefertiti  e Ramses II.E anche il mercato Khan el-Khalili.

 

 Dopo il pollo-pollaio ho ritrovato i miei sapori italici. Questa volta li ho davvero intensamente assaporati, non solo con le papille gustative ma anche coi neuroni del cervello.

 

Gorgonzola, cremoso e spalmato sui Bibanesi. Pizza napoli, con le briose alici. Spaghetti al ragù, quasi al dente tnx Lorena, e con il formaggio grana che mai può mancare. Vino, ragazzi, vino, Chianti, leggero e simpatico. Una bella scodella di caffelatte con fette biscottate e marmellata alla pesca senza zuccheri. Le Golia ( mio zio Sergio mi diceva: “Come facevi a individuare dove tuo papà Carletto aveva visto la partita dell’Inter a San Siro? Guardavi dove c’erano le carte verdi delle Golia, a centinaia…ahahah).  Un creme caramel Elah su cui ho sbriciolato degli amaretti. Un nodino di vitello con un uovo all’occhio di bue. L’insalata russa e le lasagne della rosticceria di Mariano. Crespelle al prosciutto cotto. Gnocchi al pesto. Niente riso, please. Una birra gelata ( a Kigoma solo a temperatura ambiente e con sapore al limone). Un cannoncino, uno, del Rovagnati, con la sfoglia croccante e bruciacchiata. Un gelato fiordilatte e nocciola, bacio non c’era, degustato a  Meda perché a Cabiate, cara Camilla, ancora non c’è una gelateria.

 

Ho masticato, triturato, deglutito il tutto piano piano. Rimurginato le assenze tanzaniane. Italia dei sapori, sei unica e ti amo.

 

Ah, devo ammettere che al Ristorante Cape Town di Zanzibar ho mangiato un antipasto di pesce, gamberetti freschi gratinati, veramente piattino super.

 

 Tante cose vissute. La spiaggia di Nungwi. Lo sterrato per andare a Kahama. I rifugiati. Gli orfani. I ragazzi di Janda e Newman. Le assenze di noi e lei, la piccola, tatuata M. La Messa col regalo divino del perdono. La giornata con Ladislao sulle rive del lago Tanganika e le risate incessanti. Le due taxi-moto, please slow, i’ m a seventy year old. Gli estenuanti acquisti al mercato rionale con Kenneth e Yousef per le cene al Sanganiwa e alla scuola Newman. Scossoni sulle strade e paura per i miei reni coi calcoli di ossalato di calcio pronti a scendere dai calicetti. Una capra come regalo. I canti. Le vallate. Le persone che camminano ai cigli delle strade. La legna trasportata sulle biciclette. I sorrisi disarmanti e i malinconici silenzi. Il piacere di ricevere i messaggi dall’Italia che testimoniavano la vicinanza di alcuni di voi, che ringrazio davvero tanto. Il taglio dei capelli. La sete perpetua. Le suore premurose. La consolidata amicizia con Padre Evaristo. Il nascondersi del sole al tramonto dietro le nubi a forma di elefante.

 

Tanto vissuto. Tanto.

 

 Ma la visita ai ragazzi del centro per diversamente abili vicino al Kabanga Hospital, con lo reclusione forzata degli albini e l’incontro con Janine, mi hanno veramente provocato una intensa commozione  e evidenziato tutta la mia debolezza e impossibilità. I tuoi piedini. Schiaffo violento alla mia magnifica quotidianità.

 

 “Batti batti le manine

 

che arriverà papà,

 

che porta i biscottini

 

ai poveri bambini

 

che stanno all’ospedale,

 

l’ospedale sta laggiù

 

dagli un calcio e buttalo giù.”

 

 

 

Buona Pasqua.

 

 

 

Maurizio 

 

 
rientro dalla tanzania 20 3 2023 PDF Stampa E-mail
prima pagina - prima pagina 2010
Scritto da ARNALDO PAGANI   
Lunedì 20 Marzo 2023 13:15

 

 

 

 

 Il Cairo, 19 marzo 2023. 

 


Patrick:” Tutto è successo tre giorni fa. Ero in un villaggio a 25 Km. da Goma, cittadina della Repubblica democratica del Congo dove vivevo, per suonare con il gruppo folcloristico di cui faccio parte e verso le 23.30 ho ricevuto una telefonata di un mio vicino di casa. Mi diceva di non tornare e di scappare perchè erano arrivati i ribelli e sterminato tutta la mia famiglia, 27 persone”.

 


Chi mi parla è uno dei 680 profughi congolesi che hanno trovato rifugio provvisorio presso l’orfanotrofio Sanganiwa di Kigoma.

 

Non ci posso credere. Con un’aria smarrita mi ripete: “ Si, sono arrivati i ribelli a Goma e l’esercito regolare è fuggito, tutti disertori. Io e tutta la mia famiglia, composta da 28 persone, vivevamo in un gruppo di case una accanto all’altra. Hanno ucciso mia moglie e i miei due figli e tutti gli altri miei famigliari. Si, 27 persone. Punizione etnica. Sono solo. Non so dove mi trovo, ho solo quello che indosso, hanno incendiato tutte le nostre case. Ho vuoti di concentrazione, straparlo. Sono al limite della pazzia. È sofferenza pura non avere nulla, soprattutto se penso agli affetti che più mi erano cari”. 

 

Insisto: “Ma sei proprio sicuro? Magari è una notizia che non risponde a verità”. 

 

Patrick parla con voce bassa, in un buon inglese, un cappellino con visiera, una camicetta di cotone verdognola. Ha un tatuaggio con qualcosa di scritto alla base del collo.

 


“ Le nostre case erano alla prima periferia della città e sono state le prime ad essere attaccate. Ci sono le testimonianze di alcuni vicini ma anche delle riprese video che hanno trasmesso alla TV. Non so cosa farò. Sono disperato”.

 


Mi decido a guardarlo negli occhi. Sono buoni e venati con alcune strisce rosse di fatica. Ha 32 anni. Magro. Carnagione olivastra scura.

 

Ha preso una barca in Burundi seguendo un gruppo di rifugiati come lui, una sessantina, ed è arrivato a Kigoma, di cui non conosceva l’esistenza, e di notte hanno costeggiato il lago Tanganika per avere un riferimento visivo.

 

“ Lo so che non ti è permesso uscire da qui ma adesso chiedo una deroga e andiamo a prendere qualcosa per te”.

 


I rappresentanti della UNHCR tentennano, he can ‘t, ma poi, con le mie insistenze, yes. 

 

Gli compro un paio di scarpe, una felpa, un dentifricio con spazzolino, una saponetta. Sceglie una sobria camicetta e mi chiede se può prendere dei biscotti e una bibita.

 


Il 27, da sempre il mio numero preferito dai tempi della prima volta nel 1981 a Las Vegas, comincio ad odiarlo. Mi frulla scavando nel mio cervello anche nella notte tribulata. 27. 27. 27. Antonella, Susanna e Luigi, nati il 27

 

.
La prima cosa che faccio il giorno successivo, dopo una frugale colazione in Diocesi, è rivederlo.

 


Accenna un timido sorriso quando mi vede:

 

“Mi devono mandare delle fotografie da Goma ma non ho il cellulare. Posso dare il tuo numero?”

 

Ci appartiamo, accompagnati da sguardi sospettosi e insistenti. Scrive il mio numero su un foglietto.

 

“Potrebbero arrivarti le foto dei miei parenti…”.

 

Non è arrivato nulla nei due giorni successivi. Ho caricato con 5.000 scellini tanzaniani il cellulare di un operatore UNHCR che non aveva soldi per internet, ma la disponibilità ad aiutare Patrick. Nel lasciarci gli ho preso la spalla stringendola forte. 

 

Anch’io non avere nulla da darti. L’impossibilità. 

 


Ho lasciato la Tanzania, ma Kigoma è in me. Come Posadas. Giorni duri, ma anche un pomeriggio indimenticabile con padre Evaristo alla scuola Newman. Balli, scenette, discorsi; il massimo quando mi hanno fatto il regalo da mettere nella valigia, una capra, che dovevo imparare a mungere. 

 


Ora sono al Cairo, al centro dei salesiani, dopo un viaggio con sveglia alle tre di notte.

 

Il Cairo. Palazzi, case e edifici spruzzati di color sabbia, come se si volesse riportare il deserto nelle visuali quotidiane. Clacson a manetta, insistenti e inutili, tic collettivo. Sporca. Il Nilo ampio e lento. Vie a tema: quella di mastodontici motori, vestiti e manichini, datteri, carne avvolta da teli bianchi. Inquinamento dell'aria 12 volte maggiore rispetto alle indicazioni della OMS. Le persone attraversano strade, viette, autostrade, viottoli, senza strisce pedonali e dove capita.

 

I tuc tuc possono andare contromano. I taxi non costano nulla. Bevanda preferita: il tè.

 

Vado al mercato Khan el-Khalili. Prendo un caffè in un bar che ricorda i film di Bogart e la Bergman e acquisto alcuni regalini per il noi. Traffico caotico in una città di sedici milioni di abitanti.

 

Circa seicento studenti nel complesso scolastico dei salesiani, molti frequentano il corso di lingua italiana.

 


Non ho la quotidianità e la vedrò lunedì.

 


Ho la pace nel mio Paese e la vedrò lunedì.

 


La causa della mia persistente gioia addosso c'è e la vedrò martedì.

 

Ho avuto il dono divino del perdono e l'ho già esercitato, non ho aspettato lunedì.

 

Ho ricordato ancora le bellissime pagine delle "Memorie di Adriano" sul sonno e non mi hanno aiutato ad addormentarmi e lo spero lunedì.

 

Ho avuto una delusione e da lunedì non cambierò atteggiamento nei confronti delle necessità altrui.

 

Ho fiducia nell'amore e sono sempre alla ricerca di quella risposta che lunedì non avrò.

 

Lunedì rivedrò la bellissima collina accanto a casa che non segna i giorni, ma le tappe della mia vita.

 

 

 

Loro 27 non ci sono più e Patrick non li vedrà lunedì. 

 

Mai più, 27.
27. Ventisette. 27.

 

Maurizio

 

 

 

 

 
Il Cairo, 19 marzo 2023 PDF Stampa E-mail
prima pagina - prima pagina 2010
Scritto da Maurizio Cazzaniga   
Domenica 19 Marzo 2023 18:27

Da Maurizio Cazzaniga

 

 Il Cairo, 19 marzo 2023. 


Patrick:” Tutto è successo tre giorni fa. Ero in un villaggio a 25 Km. da Goma, cittadina della Repubblica democratica del Congo dove vivevo, per suonare con il gruppo folcloristico di cui faccio parte e verso le 23.30 ho ricevuto una telefonata di un mio vicino di casa. Mi diceva di non tornare e di scappare perché erano arrivati i ribelli e sterminato tutta la mia famiglia, 27 persone”.
Chi mi parla è uno dei 680 profughi congolesi che hanno trovato rifugio provvisorio presso l’orfanotrofio Sanganiwa di Kigoma.

Non ci posso credere. Con un’aria smarrita mi ripete: “Si, sono arrivati i ribelli a Goma e l’esercito regolare è fuggito, tutti disertori. Io e tutta la mia famiglia, composta da 28 persone, vivevamo in un gruppo di case una accanto all’altra. Hanno ucciso mia moglie e i miei due figli e tutti gli altri miei famigliari. Si, 27 persone. Punizione etnica. Sono solo. Non so dove mi trovo, ho solo quello che indosso, hanno incendiato tutte le nostre case. Ho vuoti di concentrazione, straparlo. Sono al limite della pazzia. È sofferenza pura non avere nulla, soprattutto se penso agli affetti che più mi erano cari”. 

Insisto: “Ma sei proprio sicuro? Magari è una notizia che non risponde a verità”. 

Patrick parla con voce bassa, in un buon inglese, un cappellino con visiera, una camicetta di cotone verdognola. Ha un tatuaggio con qualcosa di scritto alla base del collo.
“Le nostre case erano alla prima periferia della città e sono state le prime ad essere attaccate. Ci sono le testimonianze di alcuni vicini ma anche delle riprese video che hanno trasmesso alla TV. Non so cosa farò. Sono disperato”.
Mi decido a guardarlo negli occhi. Sono buoni e venati con alcune strisce rosse di fatica. Ha 32 anni. Magro. Carnagione olivastra scura.

Ha preso una barca in Burundi seguendo un gruppo di rifugiati come lui, una sessantina, ed è arrivato a Kigoma, di cui non conosceva l’esistenza, e di notte hanno costeggiato il lago Tanganika per avere un riferimento visivo.

“Lo so che non ti è permesso uscire da qui ma adesso chiedo una deroga e andiamo a prendere qualcosa per te”.
I rappresentanti della UNHCR tentennano, he can ‘t, ma poi, con le mie insistenze, yes. 

Gli compro un paio di scarpe, una felpa, un dentifricio con spazzolino, una saponetta. Sceglie una sobria camicetta e mi chiede se può prendere dei biscotti e una bibita.
Il 27, da sempre il mio numero preferito dai tempi della prima volta nel 1981 a Las Vegas, comincio ad odiarlo. Mi frulla scavando nel mio cervello anche nella notte tribulata. 27. 27. 27. Antonella, Susanna e Luigi, nati il 27.
La prima cosa che faccio il giorno successivo, dopo una frugale colazione in Diocesi, è rivederlo.
Accenna un timido sorriso quando mi vede:
“Mi devono mandare delle fotografie da Goma ma non ho il cellulare. Posso dare il tuo numero?”

Ci appartiamo, accompagnati da sguardi sospettosi e insistenti. Scrive il mio numero su un foglietto.

“Potrebbero arrivarti le foto dei miei parenti…”.

Non è arrivato nulla nei due giorni successivi. Ho caricato con 5.000 scellini tanzaniani il cellulare di un operatore UNHCR che non aveva soldi per internet, ma la disponibilità ad aiutare Patrick. Nel lasciarci gli ho preso la spalla stringendola forte. 

Anch’io non avere nulla da darti. L’impossibilità. 


Ho lasciato la Tanzania, ma Kigoma è in me. Come Posadas. Giorni duri, ma anche un pomeriggio indimenticabile con padre Evaristo alla scuola Newman. Balli, scenette, discorsi; il massimo quando mi hanno fatto il regalo da mettere nella valigia, una capra, che dovevo imparare a mungere. 
Ora sono al Cairo, al centro dei salesiani, dopo un viaggio con sveglia alle tre di notte.

Il Cairo. Palazzi, case e edifici spruzzati di color sabbia, come se si volesse riportare il deserto nelle visuali quotidiane. Clacson a manetta, insistenti e inutili, tic collettivo. Sporca. Il Nilo ampio e lento. Vie a tema: quella di mastodontici motori, vestiti e manichini, datteri, carne avvolta da teli bianchi. Inquinamento dell'aria 12 volte maggiore rispetto alle indicazioni della OMS. Le persone attraversano strade, viette, autostrade, viottoli, senza strisce pedonali e dove capita.

I tuc tuc possono andare contromano. I taxi non costano nulla. Bevanda preferita: il tè.

Vado al mercato Khan el-Khalili. Prendo un caffè in un bar che ricorda i film di Bogart e la Bergman e acquisto alcuni regalini per il noi. Traffico caotico in una città di sedici milioni di abitanti.

Circa seicento studenti nel complesso scolastico dei salesiani, molti frequentano il corso di lingua italiana.

Non ho la quotidianità e la vedrò lunedì.
Ho la pace nel mio Paese e la vedrò lunedì.
La causa della mia persistente gioia addosso c'è e la vedrò martedì.

Ho avuto il dono divino del perdono e l'ho già esercitato, non ho aspettato lunedì.

Ho ricordato ancora le bellissime pagine delle "Memorie di Adriano" sul sonno e non mi hanno aiutato ad addormentarmi e lo spero lunedì.

Ho avuto una delusione e da lunedì non cambierò atteggiamento nei confronti delle necessità altrui.

Ho fiducia nell'amore e sono sempre alla ricerca di quella risposta che lunedì non avrò.

Lunedì rivedrò la bellissima collina accanto a casa che non segna i giorni, ma le tappe della mia vita.

 

Loro 27 non ci sono più e Patrick non li vedrà lunedì. 

Mai più, 27.
27. Ventisette. 27.

Maurizio

 
tanzania 2023 PDF Stampa E-mail
prima pagina - prima pagina 2010
Scritto da ARNALDO PAGANI   
Sabato 11 Marzo 2023 19:18

tanzania 3 page-ridotto- - -

 
dalla tanzania 2023 PDF Stampa E-mail
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Scritto da ARNALDO PAGANI   
Sabato 11 Marzo 2023 19:15

tanzania 3 page-ridotto

 
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Scritto da ARNALDO PAGANI   
Sabato 11 Marzo 2023 19:10

tanzania 2 ridotto

 
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Punto a Capo -Via Solferino 2 -22060 Cabiate (CO)

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